BAGNO DI FOLLA IN GABETTI ARTE A CREMONA

Un vero e proprio bagno di folla si è riversato negli spazi di Gabetti Arte a Cremona, in piazza Stradivari, per la mostra evento “Dalle note ai colori, percezioni dell’anima”, con la professoressa D. Belloni e il critico P. Di Matteo.

di Rosita Schiavi.

Si è tenuto domenica 30 ottobre il vernissage di “Dalle note ai colori, percezioni dell’anima”, la mostra collettiva a numero chiuso ideata dal critico internazionale Pasquale Di Matteo e curata dalla Prof.ssa Daniela Belloni.

Con pochi minuti d’attesa oltre le diciassette, per favorire l’arrivo di ospiti bloccati nel traffico causato da un tragico incidente, la professoressa Belloni ha dato il via alla presentazione della mostra. Ha accolto i tanti presenti, ringraziato gli artisti e introdotto il critico Di Matteo, rappresentante italiano dell’associazione culturale giapponese Reijinsha.co, una delle più attive al mondo nella divulgazione di arte e cultura nei cinque continenti.

Questi ha preso la parola davanti a un vero e proprio bagno di folla, con tanta gente costretta ad assistere persino a ridosso dell’ingresso.

Pasquale Di Matteo ha ringraziato la professoressa Daniela Belloni per averlo invitato a organizzare un evento a Cremona e per essere riuscita a curarlo nei minimi dettagli, poi ha elogiato l’iniziativa artistica di Gabetti e il valore culturale di tante eccellenze che fanno di Cremona icona nel mondo, – violino, lirica, gastronomia, moda, teatro – prima di spiegare il perché del titolo dato alla mostra.

«Le percezioni sono quelle voci che gli artisti sanno catturare grazie a una spiccata sensibilità… Nel passato, l’artista era quello deputato al ricordo, poiché non esistevano macchine fotografiche e dispositivi elettronici. Perciò era fondamentale la tecnica. Da Picasso in avanti, l’artista si è evoluto. Sono nate molteplici strade per sviscerare e raccontare il mondo che ci circonda, la società, le incongruenze del vivere. L’artista di oggi è tale quando è capace di veicolare messaggi e di dire qualcosa che vada oltre l’immagine.»

Una vera e propria lectio magistralis, come l’ha definita la professoressa Daniela Belloni, prima di presentare brevemente tutti gli artisti in esposizione, ciascuno con cinque opere.

«Io seguo costantemente l’operato di una sessantina di artisti che ritengo si studieranno sui libri di storia dell’arte del futuro, tra i tantissimi che ho incontrato in questi anni» ha detto il critico. «Sono felice di essere riuscito a portarne sei e di averne conosciuti altri due che seguirò d’ora in avanti grazie alla ricerca effettuata per selezionare gli otto da far venire a esporre a Cremona.»

Di Matteo ha chiamato ciascun artista per ritirare l’attestato di partecipazione e la critica su carta intestata rilasciata a ognuno.

«Io la regalo sempre ai protagonisti degli eventi a numero chiuso e a chi mi chiama per una presentazione alla sua personale perché ritengo sia giusto dare tutto per un artista che investe tanto per la propria arte, in termini di tempo, di studio, di passione e di denaro.»

Su Ivan Batta:

«Si tratta di un artista che è una delle due belle sorprese avute grazie alla selezione di questa mostra. Un artista che smonta e riformula il presente attraverso una potente vivacità cromatica e stilizzazioni geometriche che ordinano quanto è caotico.»

Su Gina Fortunato:

Di Matteo presenta Fortunato

«Si tratta di un’artista dotata di uno stile accademico, persino iconico. Un’artista che, tuttavia, eccelle per la prepotenza di una poetica che sa attingere al vissuto per veicolare messaggi di speranza attraverso la capacità di manipolare la luce.»

Su Antonella Leone:

«L’artista si esprime attraverso una pittura primordiale, in cui le figurazioni femminili sono prive di ombre, fino a diventare loro stesse ombre, incastrate in scene piene di colori guizzanti. Espediente con cui Leone invita a superare lo strato apicale della pelle, la superficialità dell’immagine, per raggiungere l’essenza.»

Su Teresa De Sio:

«Si tratta di una delle due artiste con il linguaggio più originale e innovativo, fatto di avviluppamenti e contorsioni lineari che si susseguono, muovendosi secondo gradiente di concentrazione, ma anche ancorandosi a nuclei compatti d’inchiostro, in cui si raccolgono sentimenti e stati emotivi dell’artista.»

Su Francesca Ghidini e Alessandro Rinaldoni, presentati insieme poiché portano avanti un progetto a quattro mani di creazioni utilizzate come immagini per borse, profumi, cantine vinicole.

«Alessandro Rinaldoni è la seconda bella scoperta avuta alle selezioni. La sua informalità scava nel profondo dell’animo umano. Oltrepassa l’immagine per raccontare il vissuto, gli affetti, le gioie e i dolori che costituiscono una persona, che non è soltanto un corpo, ma quanto è racchiuso dentro.»

«Francesca Ghidini è l’artista che più di tutte apprezzo per la filosofia con cui affronta le relazioni umane. Non soltanto le dinamiche di coppia, ma i rapporti tra persone e tra uomo e macchina, sempre più pernicioso nel nostro tempo. Artista che specchia se stessa nelle stilizzazioni femminili.»

Su Marcos Antonio Gutiérrez:

«Gutiérrez è altro artista dotato di un linguaggio unico, innovativo e inconfondibile. Dopo anni di sperimentazione, è giunto a sviluppare una Pop Art astratta con cui sintetizza tutti gli elementi della società. L’artista si nutre di emozioni e sensazioni emanate dal mondo e le ricolloca sulle tele in quelle che si possono definire gigantografie di filamenti di DNA stilizzati.»

Su Mario Ghizzardi:

«Si tratta di un artista dotato dal linguaggio unico e inconfondibile che a Cremona espone cinque opere in cui si evince l’evoluzione del suo codice espressivo. Un linguaggio fatto di colori dell’inconscio, come il blu, e di guizzi cromatici che sono sentimenti e sensazioni rubati all’immediatezza del momento ed estroflessi sulle tele.»

Al termine delle presentazioni, la professoressa Belloni ha spiegato ai presenti che Di Matteo non è soltanto critico d’arte, ma anche autore di romanzi gialli e thriller. Perciò gli ha chiesto di dire due parole sui suoi due romanzi pubblicati finora, “Il Segreto di Lukas kofler” e “Il Lato Oscuro del Tempo”.

«Il Segreto di Lukas kofler ha per protagonista un arrivato. Il cantante di una band famosa in tutto il mondo, che può comprare ogni cosa e risulta arrogante. Però è buono e fa di tutto per aiutare l’amico di sempre, il chitarrista Lukas kofler, accusato di aver ucciso la sua unica figlia. »

«Nel Lato Oscuro del Tempo, invece, protagonista è un professore di storia dell’arte. Un fallito pieno di debiti, rimasto solo al mondo dopo che ha perso moglie e figlio in una delle tante sommosse di un’Italia distopica del 2024. Perciò viene scelto dallo scienziato Scalzi per un esperimento: tornare nel 2019 e avvisare il mondo sull’arrivo della pandemia. Nel primo romanzo, volevo dimostrare che anche i ricchi hanno problemi e che i soldi non possono comprare davvero ogni cosa. Nel secondo, che anche chi riteniamo fallito può essere fondamentale per altri, fino a salvare il mondo.»

Entrambi i romanzi sono disponibili su tutte le piattaforme online e ordinabili in qualsiasi libreria. Anche in ebook.

Il segreto di Lukas Kofler e Il lato oscuro del tempo.

Al termine della presentazione, la professoressa Belloni ha invitato i presenti a scendere nelle sale al piano inferiore, dove è stato allestito un buffet.

Molti dei presenti hanno avvicinato il critico per curiosità sulle tematiche toccate durante la presentazione e per curiosità sui suoi romanzi. Alcuni artisti e lettori si sono presentati per conoscerlo di persona e per far autografare la copia di un romanzo portato appositamente.

La mostra “Dalle note ai colori, percezioni dell’anima” proseguirà fino al 13 novembre, nei giorni e negli orari di apertura della Gabetti Arte, piazza Stradivari, 18 a Cremona.

(Ufficio stampa dell’evento: https://scenariculturali.org/percezioni-e-sentimenti-a-cremona/).

Pasquale Di Matteo per Scenari Culturali
Canali di Pasquale

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