NATO E USA, TRA GUERRA E FAKE NEWS

Stati Uniti e Nato sono viste come il bene supremo nell’immaginario collettivo, tuttavia i primi si sono macchiati di genocidi e immani catastrofi umanitarie, la seconda li ha assecondati.

Gli adulti occidentali sono cresciuti con i film di Hollywood, pellicole che hanno indottrinato la supremazia dell’uomo bianco e degli scarponi dei marine.

Per quei film, l’esercito statunitense è il numero uno al mondo, è imbattibile. Le armi degli Stati Uniti sono utilizzate soltanto a fin di bene e i nemici sono sempre assassini crudeli, folli dittatori o pazzi fuori controllo.

Nell’immaginario collettivo, il soldato USA è John Rambo, una macchina da guerra capace, da solo, di annientare interi battaglioni dell’esercito sovietico in Afghanistan, combattendo a fianco dei Mujaheddin, i buoni cittadini che imbracciano le armi contro il nemico usurpatore.

Soldato Usa e Nato da film, John Rambo
John Rambo

Tuttavia, questo termine crea già un primo cortocircuito nell’ideologia occidentale, poiché, durante la Guerra di occupazione dell’Iraq di Stati Uniti e Nato, indicava le milizie che combattevano contro il nemico usurpatore.

Solo che, in quel caso, gli usurpatori eravamo noi, perciò i Mujaheddin si trasformarono in pericolosi criminali pronti a uccidere i buoni, che questa volta avevano la divisa di chi distruggeva città e infrastrutture del paese.

Oggi che si combatte per il controllo dell’Ucraina, con il governo filoamericano di Kiev contrapposto alla Russia, noi Occidentali siamo informati dalle televisioni, fortemente asservite dai copioni di Hollywood, e brancoliamo nella devastazione culturale causata da una serie infinita di lacune storiche, mai del tutto affrontate per non dover ammettere che gli Stati Uniti non sono i santi che i film raccontano.

I film sono finzione per definizione e, quando si parla di esercito USA e di guerra, la finzione è totale. Basti pensare che, anche nel caso di pellicole di fantascienza, gli americani vincono sempre anche contro gli alieni, ovviamente cattivi e, sempre ovviamente, pronti ad attaccare sempre gli Stati Uniti. Mai Mosca, l’Africa, Londra… come se gli alieni volessero vendicarsi per qualcosa commesso dagli USA.

D’altronde, fin dagli albori, l’esercito degli Stati Uniti è diventato noto per le eroiche gesta contro i pericolosi assassini pellerossa. Quei selvaggi che rifiutavano di concedere le terre ai nuovi usurpatori occidentali che volevano esportare la loro superiorità culturale e la loro idea di dignità umana.

Nemico dell'Aerica, Toro Seduto
Toro seduto

Gli eroici soldati americani vinsero numerose battaglie. Tra le più famose, il Massacro di Sand Creek, compiuto ai danni dei temibili e selvaggi Cheyenne, quando i soldati nemici furono mutilati, le donne violentate, prima di essere uccise, e i bambini usati come bersagli per lancio di coltelli e pallottole nei giochi da campo.

Era il 29 novembre 1864. L’accampamento della tribù Cheyenne era situato in un’ansa del fiume Big Sandy Creek, in Colorado. Contava circa seicento persone. Fu attaccato da circa settecento soldati americani, comandati dal colonnello John Chivington, che contravvenne a diversi trattati di pace firmati dai capi tribù locali con il governo degli Stati Uniti.

Il villaggio contava un numero esiguo di uomini in grado di difendersi e l’attacco si tradusse in un massacro indiscriminato di donne e bambini, con un numero di morti tra i nativi stimato tra le 125 e le 175 vittime.

Molti testimoni oculari, tra cui alcuni soldati USA sbalorditi dalla loro stessa ferocia, raccontarono che i corpi dei nativi uccisi furono scalpati e in molti casi ripetutamente mutilati da parte dei vincitori.

Tali testimonianze fecero talmente rumore che non fu possibile evitare un’indagine. Tuttavia, pur accertando le gravi violazioni di Chivington e dei suoi uomini, non portò ad alcuna misura punitiva nei confronti di nessuno dei partecipanti al massacro.

Tuttavia, il massacro compiuto dagli americani non si limitò alle mutilazioni e alle uccisioni di centinaia di persone innocenti, ma portò a una naturale voglia di rivalsa dei pellerossa, umiliati, offesi e sbalorditi dalla ferocia dell’uomo bianco.

Partì una rappresaglia da parte dei nativi contro gli insediamenti dei coloni europei e ci furono altre battaglie, con nuovi massacri, oltre a un esodo di massa delle tribù native dal Colorado orientale. L’esodo di innocenti, scacciati dalle loro terre soltanto perché l’uomo bianco riteneva di essere superiore e di portare la sua civiltà.

Da non dimenticare, il 29 dicembre 1890, data del massacro di Wounded Knee. In questo caso, il glorioso esercito americano sterminò trecento indiani disarmati.

Per approfondimenti su questo massacro, puoi leggere quanto riportato da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Wounded_Knee.

Ma senza scomodare gli albori dell’esportazione del concetto USA di democrazia, si possono ricordare i fatti più recenti. Per esempio, si può rimembrare l’idea di lanciare bombe atomiche sul Giappone, per costringerlo alla resa, durante la Seconda guerra mondiale.

Due e non una soltanto. Ciò non è un dettaglio. Al contrario, dimostra come non si trattò di un genocidio causato da un errore di valutazione. Infatti, dopo una prima bomba che dimostrò il suo potenziale devastante, gli Stati Uniti decisero di lanciarne una seconda. E ne avrebbero lanciate altre se il Giappone non si fosse arreso.

Non ci fu nessuna pietà per i cittadini inermi e innocenti e i media occidentali applaudirono alle gloriose gesta dell’esercito americano e all’immensa scoperta dell’ingegneria alleata.

Poi arrivò la Nato.

L’organizzazione nacque con l’intento di sopperire alle mancanze della Società dele Nazioni, che, dopo la Prima guerra mondiale, era stata incapace di evitarne una seconda. Anzi, ne fu la causa principale.

La Grande guerra era stata causata dalle mire espansionistiche della Germania, che voleva costituire un impero al pari di quello britannico. Non a caso, una volta sconfitta, alla Germania furono inflitte gravi privazioni di territori e una cifra da capogiro in multe.

Già all’epoca, qualcuno sollevò obiezioni in merito alla portata inaudita delle multe, giudicando che sarebbe stato impossibile per chiunque farvi fronte. Ma i grandi paesi democratici non batterono ciglio.

Gli anni successivi si verificò quanto gli analisti più oculati avevano preannunciato. In Germania si registrò l’iperinflazione, quel meccanismo per cui il potere d’acquisto si sbriciola nell’arco di pochi giorni, quando il pane che oggi costa cinque, per esempio, tra un mese costa centomila.

Ciò causò una povertà dilagante, rabbia e frustrazione. Si cominciarono a cercare i colpevoli e tra i più papabili furono individuati gli ebrei.

Proprio in quegli anni, si diffondevano I Protocolli dei Savi di Sion, scritti sulla conquista del mondo da parte degli ebrei che poi si rivelarono un falso. Tuttavia, influenzarono illustri pensatori e politici dell’epoca, tra cui Karl Haushofer, uno degli ideologi del nazismo più attivi. E, soprattutto da questi, venne influenzato un fallito che non era riuscito a compiere nulla di quanto aveva pianificato nella sua vita, un ometto che corrispondeva al nome di Adolf Hitler.

La Nato nacque ufficialmente il 4 aprile 1949. In tempi ancora lontani dalla Guerra Fredda.

Infatti, per rispondere alla Nato, nacque il Patto di Varsavia, il 14 maggio 1955. Associazione di nazioni nell’area di influenza delll’URSS ora dissolta.

Per alcuni decenni, in molti hanno sostenuto che la Nato esprimesse l’essenza della sua esistenza proprio in contrapposizione al Patto di Varsavia. In virtù di questo aspetto, comunque non supportato dalle date di nascita delle due organizzazioni, con la cancellazione del Patto di Varsavia, verrebbe meno il fondamento dell’esistenza della Nato.

Tuttavia, nell’immaginario collettivo, la Nato ha svolto ruoli di controllore della dignità umana, dei diritti elementari, delle democrazie.

Eppure, ci sarebbe da chiedersi dove fosse la Nato durante la guerra del Vietnam. Dove durante l’occupazione dell’Iraq delle stesse forze Nato, intervenute in aiuto del Kuwait, ma che non si fermarono prima di aver ucciso un dittatore fantoccio che era stato posto e armato fino ai denti dagli stessi governi americani precedenti, per contrapporlo all’URSS nel controllo del petrolio della regione.

Viene da chiedersi anche dove sia stata la Nato durante i numerosissimi attacchi subiti dai palestinesi a opera di Israele, nei confronti dei quali, più volte i paesi Nato hanno mostrato una sudditanza almeno pari a quella mostrata nei confronti degli Stati Uniti d’America.

Tuttavia, per tornare ai giorni nostri e alla guerra in Ucraina, c’è un episodio che è emblema di come la Nato non sia una società cristallina, integerrima e infallibile.

Oggi, sappiamo che i paesi della Nato condannano apertamente la guerra mossa dalla Russia all’Ucraina.

Eppure, nel 1962, quando gli Stati Uniti si trovarono nella stessa posizione occupata oggi dalla Russia, la Nato si espresse a favore delle pretese USA senza battere ciglio, né porsi domande.

L’allora presidenza Kennedy, si accorse che Cuba ospitava postazioni missilistiche dell’Unione Sovietica.

La cosa non violava alcuna legge internazionale, perciò Cuba aveva tutti i diritti di acquistare, farsi prestare o regalare armi da chi desiderava. Si trattava di uno stato sovrano. Per di più, dopo il tentativo fallito di conquista del paese a opera dell’esercito americano nella Baia dei Porci, gli Stati Uniti avevano chiesto e ottenuto un embargo economico nei confronti di Cuba. Un po’ come se oggi, di fronte al fallimento dell’occupazione dell’Ucraina tentata dalla Russia, la Nato sottoponesse l’Ucraina a sanzioni economiche.

Cuba fu costretta a intessere relazioni con la sfera del Patto di Varsavia perché la sua gente non morisse di fame. E, oltre a legami di natura economica, stabilì anche legami nel settore degli armamenti. Legittimamente.

Eppure, Usa e Nato minacciarono una guerra atomica contro Cuba e l’URSS se i missili non fossero stati rimossi.

Alla fine, grazie all’oculatezza di Kennedy, che congelò gli animi bellici dei suoi generali, e di Kruscev, che fece altrettanto a Mosca, si evitò il peggio.

Puoi approfondire leggendo l’articolo su questo evento: https://scenariculturali.org/russia-e-ucraina-come-stati-uniti-e-cuba/

Kennedy e Kruscev a colloquio
Kennedy e Kruscev

Oggi, tuttavia, accade che le pretese di Kennedy nei confronti di un paese sovrano siano messe in discussione e giudicate errate, al di fuori del diritto internazionale. Al posto di Kennedy c’è Putin e al posto di Cuba c’è l’Ucraina. Due paesi sovrani che hanno il diritto di far parte dell’organizzazione che più aggrada e di ospitare basi e armi di chiunque vogliano.

Eppure, di fronte al medesimo problema, la Nato assume una posizione opposta.

Ciò dimostra che la Nato non esiste in quanto organizzazione di più paesi alleati, ma sembra più un’estensione dell’esercito americano, un’associazione dove a comandare è la Casa Bianca.

Infatti, se da un lato va condannato l’uso delle armi da parte di Mosca nei confronti di Kiev, viene da chiedersi dove sia stata la Nato negli ultimi otto anni, mentre Kiev bombardava e uccideva oltre quattordicimila russofoni nel Donbas.

Sembra quasi che uomini inermi, donne e bambini assumano valori differenti a seconda che siano nemici degli americani o vittime dei loro amici. Non c’è mistero del fatto che l’attuale presidente dell’Ucraina sia un filoamericano che ha assunto il potere nel 2014, in seguito a un golpe appoggiato dalla Casa Bianca.

Tuttavia, oltre alla differente interpretazione della ripetizione di quanto accadde nel 1962, la Nato sembra stia commettendo altri gravissimi errori.

Innanzitutto, l’appoggio totale a Zelensky offende i diritti umani e le leggi internazionali in virtù di quanto commesso nei confronti dei cittadini del Donbas durante gli ultimi otto anni.

In secondo luogo, Zelensky sta compiendo ogni sforzo per costringere l’Europa e la Nato a intervenire nel conflitto, trasformando una sconfitta certa dell’Ucraina contro la Russia in una terza guerra mondiale dagli esiti finali incerti, ma dai numerosi genocidi che sono scontati. Perché è assai probabile che la Cina si schiererebbe con la Russia, in quella che sarebbe una guerra nucleare devastante.

Una follia che un’organizzazione sorta per tutelare i diritti umani non dovrebbe prendere in considerazione. Anzi, i tentativi di Zelensky di approvare una No fly zone sui cieli dell’Ucraina andrebbero condannati, poiché significherebbe che la Nato dichiara guerra alla Russia, scatenando la terza guerra mondiale.

Altro gravissimo errore è l’approvazione di sanzioni durissime nei confronti di Mosca. In primo luogo, in questo momento colpiscono più i paesi europei che la Russia. Bollette energetiche alle stelle, rischio di blackout sempre più concreto, carburanti più costosi del trenta per cento.

In secondo luogo, quand’anche la Russia patisse effetti gravi nel lungo periodo, ciò provocherebbe un sodalizio ancora più forte di Putin con la Cina, il paese destinato a diventare la superpotenza economica numero uno al mondo.

Questa eventualità che i paesi Nato stanno costruendo di sanzione in sanzione porterà alla desertificazione di una parte dell’Economia globale in cui sono coinvolte numerose realtà occidentali, soprattutto europee.

Un comportamento che di geniale ha poco, così come non sembra avere nulla a che fare con la lungimiranza politica.

Al contrario, la Nato si dimostra sempre più organizzazione più deleteria che utile, proprio come lo fu la Società delle Nazioni. Un’accozzaglia di paesi pronti a seguire gli Stati Uniti, considerati il bene supremo, sempre e comunque, come se ci trovassimo in una pellicola alla Rambo, anziché nel mondo reale.

Oltretutto, si tratta di paesi sedicenti democratici, che condannano da sempre i dittatori, i fascismi, chiunque violi la dignità umana e i diritti fondamentali dell’uomo. Tuttavia, neghiamo le competizioni mondiali agli sportivi russi, che con la guerra non c’entrano nulla. Licenziamo direttori d’orchestra di livello mondiale e docenti universitari che non prendano le distanze da Putin. Nel nome della democrazia, le democrazie occidentali stanno dimostrando di comportarsi come Hitler e Mussolini fecero un secolo fa. Anzi, sono peggio.

Infatti, alle olimpiadi del 1936, la Germania nazista non negò la partecipazione agli uomini di colore, che pure vedeva come razza inferiore.

Non a caso, proprio durante le olimpiadi di Berlino nacque la leggenda del grande Jesse Owens, vincitore di ben quattro medaglie d’oro.

I paesi della Nato sembrano sempre più orientati a dividere nuovamente il mondo in due blocchi, trasportandoci in un’era in cui la fine del mondo per un attacco nucleare era possibile in ogni momento.

Zelensky, Putin, i cittadini innocenti ucraini e quelli altrettanto innocenti della Russia sembrano soltanto burattini nelle mani di poteri più elevati che cercano di riportare il mondo a qualche decennio fa, quando c’erano soltanto due paesi a comandarlo. Stati Uniti e URSS.

A chi ha acume in fatto di economia globale e conoscenze storiche non sfugge che da una divisione in due blocchi guadagnerebbero ancora gli Stati Uniti, la cui leadership economica è sempre più minacciata dalla Cina, mentre quella militare è uscita con le ossa rotte dalle drammatiche, quanto cocenti, sconfitte in Iraq e Afghanistan, che hanno lasciato il primo paese nel caos e il secondo in mano ai talebani.

La vera guerra in Ucraina, allora, sembra quella per il controllo del gas ucraino, per cui ha importanti interessi persino il figlio dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

Foraggiare l’Ucraina con miliardi di euro in cambio dell’ingresso in Europa e nella Nato è stato il primo passo per sottrarre il gas al controllo russo. Dare bombe e munizioni ai civili è il secondo capitolo dello stesso copione.

E poco importa se si mandano uomini e donne civili al macello contro i soldati russi.

I macelli, così come i genocidi, si ricordano soltanto quando li commettono gli altri, i nemici della Nato. Che poi sono sempre quelli che gli USA indicano come tali.

Nato e Usa, facce della stessa moneta. Apparati che hanno sganciato tonnellate di missili, bombe e munizioni anche su cittadini innocenti in diverse parti del mondo. Solo che, in quel caso, si è sempre parlato di bombe intelligente o giuste.

In pratica, avallando la tesi secondo la quale, talvolta, l’uso della forza militare è necessario.

Solo che quando tale principio lo utilizza la Russia o un paese ostile all’America, non vale più.

Perché nel mondo reale della Nato, tutto si svolge secondo gli schemi di un copione scritto alla Casa Bianca, in perfetto stile hollywoodiano.

L’America e i suoi alleati sono l’eroe, il buono della storia.

Chiunque dissenta fa il gioco del nemico.

Con buona pace della verità storica, vituperata dalla propaganda.


Articolo di Pasquale Di Matteo (https://pasqualedimatteo.eu/)

 

Pasquale Di Matteo per Scenari Culturali
Canali di Pasquale

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